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19 Mar 2017

Benvenuto Brunello 2017 – Emozioni e sensazioni

Tra gli aspetti più affascinanti del vivere il mondo del vino c’è senz’altro l’occasione, quasi una necessità, di viaggiare per osservare da vicino dove nascono certi vini e conoscere le storie di chi li crea. Di certo la vicina Toscana è una meta non solo a portata di mano, ma decisamente tra le più emozionanti dell’intera penisola. Certo, il rischio è di lasciarsi condizionare dall’aria leggendaria che permea le colline da cartolina e dai nomi altisonanti che popolano la storia enoculturale di questi luoghi. Un esempio? Montalcino, la Patria del Brunello.

La ghiotta occasione è stata “Benvenuto Brunello 2017”, evento dedicato a giornalisti e addetti ai lavori ma che per la prima volta ha concesso due giorni anche al pubblico (dal 17 al 20 febbraio 2017).

Nel chiostro in pieno centro storico oltre 200 produttori che hanno presentato le proprie creazioni in questo 25ennale, che ha coinciso con i festeggiamenti per i 50 anni del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino (nel 1967 arrivò la denominazione Doc). In assaggio oltre al Brunello 2012 con relative selezioni, ha permesso di degustare anche il Rosso di Montalcino 2014 Uscita Ritardata (un’annata tre stelle, che ha valorizzato chi ha preferito fare un Rosso importante invece di un mediocre Brunello) e alcune riserve 2011. Parlare con i produttori ha come sempre svelato pregi e segreti di tanti piccoli micro-climi capaci di rendere il Sangiovese unico in ogni sua espressione: i terreni cambiano di molto e nel giro di pochi chilometri si incontrano vigne sulle montagne verso l’Amiata, altre esposte agli influssi del mare scendendo in direzione Grosseto, mentre la protezione naturale nelle aree più interne riesce a modellare il Brunello in altri modi ancora.

Da segnalare tra tante eccellenze la riserva “Phenomena” 2011 di Sesti, che racconta il forte legame con le stelle trasmesso da un padre astronomo: i fenomeni celesti ogni anno marchiano con il proprio nome le etichette, con la famiglia che sceglie di omaggiare attraverso l’etichetta uno tra quelli che maggiormente ha influenzato la crescita dell’uva e le fasi della vinificazione. Ai banchi anche il francese Lionel Cousin di Cupano, che dal mondo del cinema ha scelto di passare al vino perché a suo parere “è pur sempre una questione di luci”. Ma sono davvero tante le storie che possono emergere degustando la nuova annata in un contesto come questo, un motivo valido per vivere un’esperienza del genere.

Infine è bello togliersi lo sfizio di assaggiare prodotti meno famosi (relativamente s’intende) come il Moscadello di Montalcino (ottima la vendemmia tardiva de La poderina, un 100% moscato bianco che spicca per personalità, fresco ed elegantemente equilibrato) oppure pregevoli vin santo da custodire gelosamente (tra tutti il Fanti Sant’Antimo 2010, che oltre alla frutta regala piacevoli note balsamiche al naso, in bocca ciliegie mature e un sottile ricordo di cioccolato bianco).

I migliori assaggi…

Val Di Suga Brunello di Montalcino Vigna del lago 2011

Rosso Docg – Sangiovese 100% – Gr. 15%

Il Marroneto Madonna delle Grazie 2012

Rosso Docg – Sangiovese 100% – Gr. 14,5%

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